Margherita 的个人资料Il mondo intorno a me!照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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11月18日 tasselli indecifrabili di un puzzleEra sempre più confusa, il mondo continuava a girare, i giorni velocemente scorrevano impertinenti e impenetrabili nella loro irrazionalità addomesticata.
Si poneva ogni giorno mille domande, a molte delle quali non esistevnao risposte... solo altre domande.
Ma cosa ci faceva ancora lì? In quella situazione strana, diversa eppure così rumorosa nei suoi silenzi che la stordiva... perdendo i sensi.
Così si trovava lì, ancora lì, ancora tra la gente... tra quella gente che sentiva ma non ascoltava, che vedeva come una massa nebulosa indistinta che si muove e avanza fino a quasi soffocarla.
Sentiva voci, risate, canti e urla.... si guardava intorno, ma non capiva.
Dentro, dentro dì sè era tutto confuso e i mille tasselli di un puzzle sparpagliati nella pancia, nello stomaco... e nel buio di una notte insonne che si preparava a vivere ancora una volta...
Cosa c'era dentro di lei che ancora non andava?
Tutto.
Instabilità, illusione, confusione, irrazionalità, paura e voglia irrefrenabile di esplodere.
E poi c'era lei: l'irrefrenabile voglia di pianto che si posava nella gola e rimaneva lì come un nodo che le stringeva forte fino a soffocarla e il cuore le doleva come mai immaginava ancora potesse accadere.
Avrebbe voluto prendere in mano quella vita... se fosse stata un foglio, semplicemente un foglio, l'avrebbe stracciato fino a farne diventare pioggia di polvere indecifrabile; avrebbe scritto su una nuova pagina che lei era ancora viva, che lei ancora aveva voglia di viverla, quella sua maledetta vita.
Insoddisfazione. Ecco cosa provava.
Profonda insoddisfazione che piano come un virus lacerava il suo corpo, la sua mente, la sua anima.
I segni della ferita ancora se li portava addosso... dopo mesi ancora era lì che osservava quel tatuaggio nero come la pece; macchia scura sul suo corpo e dentro al cuore.
Aveva già provato a cambiare vita, a voltare pagina.
Ma il tutto risuonò come un tuono ridondante colmo di disperazione.
E temeva ciò che mai avrebbe immaginato: avere rimpianti.
Ciò che non voleva che accadesse, stava bussando alle porte del suo cuore... rimpiangeva tutto... soprattutto ciò che non era riuscita a conquistare: sè stessa.
Ora non era tardi... eppure sentiva che le forze per reagire se n'erano andate via insieme a tutto ciò che aveva deciso di lasciarsi alle spalle.
E ora la sua vita, non era vita: nell'attesa di qualcosa di inesistente, come l'more di un uomo che amava a senso unico; come la soddisfazione in quanto donna d'essere madre; e la concretezza di una realtà in quanto era quella che doveva vivere.
E così ancora i giorni trascorrevano, tra le calde lenzuola lasciate in fretta al mattino, alle gomme delle ruote sull'asfalto, al sole che ogni giorno sorgeva e ogni giorno tramontava segnando la fine di un altro inutile giorno.
E ora la notte incombeva su di lei. Il silenzio si stava facendo spazio intorno a lei... lei che nel suo silenzio si trovava bene ma che nessuno comprendeva, o nessuno voleva comprendere.
E lei era sempre più convinta che da lì, presto o tardi sarebbe scappata... 7月7日 meta irrangiungibileA volte succede che di tornare a casa proprio non ne hai voglia. Non hai voglia di chiuderti dietro quella porta, non hai voglia di vedere quei colori che sembrano ormai sbiaditi ma mai come i ricordi che ti porti dentro.
A volte succede metti in moto l'auto e vai, non sai dove arriverai, non sai cosa farai o chi incontrearai e se incontrerai qualcuno. Ma sei lì che guidi, guidi, mentre la musica la vuoi alta, tanto alta fino a coprire i pensieri che affollano la mente, fino a soffocarli nelle note e nelle parole che urlano dalle casse.
E poi, e poi spii dal finestrino l cielo limpido, blu della sera e la luna bianca dorata, piena e fiera e solitaria. Le parli. Sai che può ascoltarti... ruba le tue parole che diventano polvere al vento.
Incantevole sensazione di leggerezza mentre sfrecci sull'asfalto, il rombo del motore che risuona fin dentro il tuo corpo.
E il vento caldo che entra dal finestrino schiuso e agita i tuoi capelli sul viso, sulle spalle e accarezzano la pelle e li senti e immagini e la fantasia corre, corre come la tua auto e il piede sull'acceleratore spinge e i sogni diventano concreti davanti ai tuoi occhi e vedi, osservi, ascolti. E sei lì che il vento diventa mani che sfiorano tuoi riccioli, che accarezzano il viso, che scendono lentamente sul tuo corpo sfiorando la tua anima.
Davanti ai tuoi occhi diventa chiara la meta da raggiungere e il cuore inizia a guidare... ma spine acute spingono, entrano dentro fino a sanguinare. Si fa spazio la ragione dagli spigoi pungenti.
Freni.
Resti in silenzio senza ricordi, senza pensieri, senza meta.
Osservi i tuoi occhi nello specchietto. Ridi di quegli sciocchi pensieri che avevano assalito la tua mente. Nulla aveva senso.
Irrazionale e un po' bambina come sempre... irrequieta e sognatrice, romantica e sciocca!
E con un po' d'amaro sulle labbra, torni a casa.
E tutto come non vorresti è lì che ti attende...
5月26日 Al di là del vetro di cristalloIn quell'istante nella sua vita poche certezze erano lì ferme e sabili. Tutto il resto del mondo ruotava intorno a lei e mutava la forma, l'aspetto.
Per molto tempo lei era come immobile e la vita correva davanti come un film, lei spettatrice di una realtà non vissuta... ma d'improvviso la campana di cristallo che l'avvolgeva... esplose... e s'accorse che al di là del vetro cristallino un mondo diverso esisteva, i coloi non erano solo quelli dell'arcobaleno, seppur belli che erano. Ma mille colori e tante sfumature potevano dipingere la vita, cambiarla, mutarla, trasformarla e renderla diversa.
Così raccolse un pennello ch gaceva lì per terra da molto tempo ormai. Lo intinse in uno dei tanti vasi di pittura che la circondavano... e iniziò a colorare.
Con grande meraviglia ai suoi occhi... non vi era un solo colore uguale in quella spennellata... ma frizzanti sfumature circondarono la sua essenza... e lei rideva e giocava coi colori... come una bambina che sta per la prima volta scoprendo il mondo.
Nelle sfumature... apparve chiaro un colore particolare, sembrava magico... un blu scintillante che prevaleva sugli altri, esaltava ogni spennellata, creava tocchi di luce mai visti prima.
Un blu che colpì i suoi occhi, che puntò dritto verso di lei... creando una forma non nitida ma evidentemente affascinante.
Prese quel colore tra le mani... lentamente se lo portò verso il suo corpo... colorando a tratti la sua pelle.
Osservandosi dinanzi ad uno specchio... notò che quel blu l'affascinava, come se dentro quello scintillìo esistesse una sorta di magia che lei decise di vestire.
Non dimenticava che intorno c'erano tante e tante sfumature, nondimenticava di quel vetro cristallino rotto un po' a fatica e del timore di trovardi in un mondo a lei sconosciuto.
Ma ora quel blu c'era. e leivoleva viverselo finchè poteva spennelare e trovarvi la sua essenza! 5月18日 Notte di PrimaveraIl cielo ero stellato. La luna colorava d'argento quella strana notte di primavera, dal mare il profumo frizzante e brioso avvolgeva un abbaccio rubato al tempo.
Il suo sguardo si perse tra le onde del mare, nella bianca schiuma che fugace accarezzava la spiaggia. Si perse in quell'abbraccio assaporandone l'essenza.... respirando quell'istante come se fosse l'ultimo.
Il cuore le batteva forte, le mani tremavano, le braccia stringevano. Poi ricordi assalirono la mente... un nome, uno sguardo, un sorriso... e un momento così diverso e mai vissuto. Cos'erano quei ricordi che bussavano alle porte del cuore? Cos'erano quelle immagini che veloci le scorrevano davanti come un film?
Rimpianti o rimorsi... un passato che torna... malinconico o semplicemente passato?
Di certo, pensò, il passato è dentro il nostro presente, qualsiasi cosa e chiunque siamo stati ieri... oggi è dentro di noi come parte di un bagaglio che portiamo sempre dietro, tralasciando forse qualche particolere, ma l'essenza è lì,resta ed è indelebile.
Allora cosa la teneva lì ferma e con la paura, a volte, di lanciarsi in quel buio oltre il quale, chissà cosa c'era e che luce c'era!
Avrebbe voluto chiudere gli occhi e fidarsi di quell'istinto che la faceva volare...e dentro provava serenità... ma cos'erano quelle sensazioni di libertà e di voglia di vivere?
Le sue domande erano sempre le stesse, le sue risposte sempre assenti... il tempo sempre presente.
Affidarsi al tempo che passa, godendosi ogni istante e vivendo in pienezza gni momento di vita?
Ecco,quella sera c'era riuscita.... ma domani tutto poteva essere diverso... e tutto poteva non essere più. In fondo era pronta... sapeva che sarebbe successo ed era lì così: a godersi quegli attimi, irripetibili e forse ultimi.
E mentre la sua anima volava e planava sul mare... la radio passava una canzone:
Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla TV. E verso l'interno, qualche nuvola dal cielo che si butta giù. Sabbia bagnata, una lettera che il vento sta portando via, punti invisibili rincorsi dai cani, stanche parabole di vecchi gabbiani. E io che rimango qui solo a cercare un caffè. Il mare d'inverno è un concetto che il pensiero non considera. E' poco moderno, è qualcosa che nessuno mai desidera. Alberghi chiusi, manifesti già sbiaditi di pubblicità, Macchine tracciano solchi su strade dove la pioggia d'estate non cade. E io che non riesco nemmeno a parlare con me. Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via. Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia. Mare mare, non ti posso guardare così perché questo vento agita anche me, questo vento agita anche me. Passerà il freddo e la spiaggia lentamente si colorerà. La radio e i giornali e una musica banale si diffonderà. Nuove avventure, discoteche illuminate piene di bugie. Ma verso sera, uno strano concerto e un ombrellone che rimane aperto. Mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già. Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via. Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia. Mare mare, non ti posso guardare così perché questo vento agita anche me, questo vento agita anche me 4月14日 Immobile
Sta per grandinare
ed io non so tremare... più stamattina cercavo qualcosa di te e volavo lontano... immobile Guarda quante case sono tutte storie... d'aggiungere nella gente speravo i ricordi di te e mi facevo cullare... immobile Lasciami sognare lasciami dimenticare lasciami... ricominciare a camminare a passi... più decisi e fammi immaginare quanto ancora c'ho da fare forse crescere e invecchiare quanto ancora ho d'amare quanto ancora ho d'amare Oggi è già Natale mm mm Tutto è un carnevale... di polvere Nei negozi compravo regali per te E a pensarci mi gelo... immobile Lasciami sognare Lasciami dimenticare Lasciami... ricominciare a camminare a passi... più decisi Fammi immaginare quanto ancora ho da fare Forse crescere e invecchiare Quanto ancora ho d'amare Quanto ancora ho d'amare . . . . . . Fammi immaginare quanto ancora ho da fare Forse crescere e invecchiare Quanto ancora ho d'amare Quanto ancora ho d'amare Quanto ancora ho d'amare 3月27日 VvereErano ormai le 7 di sera.
La giornata era trascorsa... tra una cosa e l'altra, un po' più lenta del solito. Alla fine di quella giornata aveva una sola certezza: c'era poco da fidarsi delle persone che la circondavano. Guardava quel cellulare che di squillare nemmeno se lo sognava e quel silenzio sembrava davvero assordante.
La radio passava una canzone che parlava di gioia e dolore, i due estremi della vita e soprattutto i due estremi dell'amore. Così si fermò a pensare a quella strana essenza della vita: l'Amore.
Ma cos'era l'Amore? Forse il cantante aveva proprio ragione: è gioia... ma anche dolore. E l'amore doveva essere preso così, con i suoi momenti di gioia e quei terribili momenti di dolore. Ma forse lei adesso... non voleva quel dolore, lo rifiutava, lo allontanava, lo sfuggiva. E così che si era ritrovata sola in quella stanza, dove tutto sembrava ancora sussuralre di quell'amore che lei si stava lasciando scappare via per un dolore che non riusciva a cancellare.
era lì, ferma e immobile, un po' tremava, forse era il freddo o forse no. Forse era solo consapevolezza di un giorno che stava finendo, un altro giorno in cui lei non riusciva a chiudere i conti col passato che era ancora così presente.
Intanto l'oroscopo la esortava a non lasciare nulla a metà, di andare fino in fondo alle cose... e forse aveva proprio ragione. Doveva iniziare a vivere quella sua strana vita in modo completo, al 100%.
Le sembrava quasi impossibile, ma sapeva che era l'unica cosa giusta da fare per rendere migliore la sua vita. In fondo la vita è una e bisogna viverla bene.
E così chiuse gli occhi, ascoltando ancora un po' la sua radio... e prendere spunto dai suoi sogni per avere la forza di reagire e non lasciarsi andare.
E ancora quel monito: la vita è una vivila bene! 3月20日 Il DistaccoEra notte. Strane immagini le si affollavano nella mente, un sogno... forse più di uno... e persone che conosceva bene... e lei... non la vedeva ormai da quel lontano settembre. Non l'aveva mai sognata così... e non si aspettava di sognarla ora. Il suo volto era sereno, le trasmetteva sicurezza... e ricordò le sue parole, in quella lettera... quelle parole nere su bianco che non si riusciva a spiegare. Nè si riusciva a spiegare ciò che era successo dopo.
Cosa voleva dire tutto quello che le stava succedendo? Perchè quel sogno? Al risveglio, però, sentiva dentro una serenità particolare, come se lei, dal suo Paradiso fosse scesa giù a rassicurarla.
Ma poi ancora un sogno... stavolta diverso... e si rese conto che le mencava.. e che quel distacco forse... non l'aveva ancora superato. La sognò lì, in quel letto dove era stata le sue ulitime ore di vita. Distesa, il volto sereno... sembrava dormisse. No, in fondo non aveva ancora accettata la sua morte... e solo allora se n'era rese veramente conto. Dentro di sè piangeva per quel distacco che le sembrava così assurdo, inverosimile.
In fondo è così. E' difficile riuscire ad accettare qualcosa che sembra davvero fuori ogni logica. Forse solo allora comprendeva realmete che non c'era più; che non era "partita" per un vaggio con ritorno certo. Era partita. Partita per sempre... e quel "per sempre" le risuonava alle orecchie come rumore assordante.
Ma perchè? Si, la risposta la sapeva bene... e ripensando a quella lettera, sapeva che in fondo, anche se "lontana" LEI era sempre con loro... guida sicura e certa al loro fianco.
Ma avrebbe voluto parlarle, le mancava quel suo modo di fare talvolta troppo irruento. Immaginava come avrebbe potuto rsponderle in certe occasioni... e sentiva nell'aria quella voce così particolare... che nessuno potrà mai riportare, nè dimenticare.
Soprattutto le mancava quando si trovava davanti ai fornelli... quante volte avrebbe voluto alzare la cornetta del telefono... fare quel numero... e chiederle consgli...
Era proprio vero: solo quando qualcuno non c'è più... ci si rende conto quanto realmente manca nella propria vita!
Se la portava così.. stretta dentro il suo cuore... per non sentirne troppo il distacco...
Ciaooooooo
2月8日 La notte racconta...Giornata piovosa.
Fuori dalla finestra lampi improvvisi illuminavano la stanza.
Lei era seduta sul letto, gli occhi fissi al pavimento e vorticosi pensieri facevano capriole nella sua testa!
Guardò l'orologio... scioccamente le venne in mente una canzone... <<e quell'orologio non girava, stava fermo sempre da mattina a sera...>> a volte aveva l'impressione che il tempo si fermasse, che il mondo si fermasse... e questo non le piaceva.
Si chiedeva come sarebbe proseguita quella strana giornata.
Ogni dubbio fu svelato all'inizio della serata: uno sguardo e un lungo abbraccio furono la premessa.
Un po' tremava... strane sensazioni la colpirono senza pietà. Le scacciò via senza pensarci... e un lungo respiro decisa a godersi quegli istanti.
La città con le sue luci notturne era semplicemente una favola, come qualcosa di irreale che tocchi con mano. L'alternarsi dei colori delle case, il blu scuro del mare sotto quelle stelle che facevano capolino tra manti nuvolosi; i fari delle auto che correvano incontro e si allontanavano indifferenti al suo sguardo.
La notte le piaceva; pensava che la notte avesse tanto da raccontare: i giochi di luci, di chiaroscuro, le indistinguibili ombre che lasciano quel filo di curiosità sulla concretezza dell'immagine. Sapeva raccontare più la luna che il sole. Ricordava che anche nella musica... la Luna... era il soggetto romantico per eccellenza.
La Luna, la notte... l'oscurità... la vita raccontata con i suoi lati più chiari e più bui.
Le piaceva immergersi in quelle strane fantasticherie... ma ritornò alla realtà e quel momento che stava vivendo. Era lì, era viva... ed era lei... come un anno fa!
Provava una strana gioia dentro... e le piaceva. Andava bene così.
Tutto trascorse serenamente... fino alla fine... fino a quando... occhi negli occhi, senza parole.. e lì che il tempo si era fermato come per magia... non le dispiaceva... e nell'inevitabilmente voluto... fu lì che si concluse la serata...
<<incancellabile tu sei, al centro dei pensieri miei, tu non lasciarmi mai... >>
2月6日 .....orme.......Il lume sulla scrivania emanava una fioca luce rossastra, quel tanto che le bastava per riuscire a scrivere, mentre ascoltava la radio.
Era sempre così, quando il suo animo era un po' triste, si sedeva lì e, chiuso il mondo fuori dalla finestra, proiettava la sua anima in quello strano mondo che apparteneva solo a lei. E spesso, al di là di ogni prospettiva, si "risvegliava" sognante ad occhi aperti.
Dove andava con la fantasia... questo era un mistero che si svelava ogni volta che si trovava in luoghi conosciuti ma improbabili.
Ora vestita di bianco, ora vestita di fresco... con profumo di una vita nuova e serena, come già da un po' ormai sperava.
Ogni volta, tutto sembrava reale e possibile, ma ogni volta... tutto diventava lontano e lei si ritrovava così: seduta, con la biro tra le dita... e un foglio... scritto della sua fantasia!
Ora che sentiva il vento sussurrare alla finestra... si trovava su una spiaggia d'inverno, col sole fresco e la brezza marina che le accarezzava i lunghi riccioli che le cadevano sulle spalle. Con lo sguardo rivolto all'orizzonte... e le onde che sembravano volessero raggiungerla, ma senza riuscirci.
Come sempre, il mare aveva su di lei uno strano potere: in quel momento, tutto il mondo poteva urlare, lei non l'avrebbe sentito. Lei sarebbe rimasta lì, ad ascoltare il rumore del mare che calmò in un istante la tempesta che sentiva dentro.
Iniziò così, lentamente, a passeggiare... lasciando alle sue spalle le impronte sulla sabbia umida. Per un attimo si fermò a fissarle. Erano due.. o forse no? Forse c'erano altre due impercettibili orme accanto alle sue... Si guardò intorno scrutando la spiaggia isolata. Il sole stava tramontando, lasciando dietro di sè una scia rossastra e romantica.
Era bello quel tramonto e lei lo respirò... tutto d'un fiato, per trattenere dentro di sè tuta la tranquillità che quel luogo le trasmetteva!
Adesso che sentiva i polmoni pieni... aprì lentamente gli occhi... il rossastro tramonto... era la fioca luce della lampada... tutto era realmente un sogno? Si, forse. Il mare, il tramonto... ma qualcosa sembrava vero, qualcosa lì, in quel luogo della fantasia era reale: le orme accanto alle sue...
Come una certezza che si stampa nel cuore... lei sapeva di non essere sola!!!
Sorrise.
Spense la luce, posò foglio e penna, e salutò quel giorno che piano piano stava finendo!
2月4日 ... quella sera...Quella sera non era una sera come tutte le altre. Lo sapeva lei, e fondo lo sentiva anche lui.
Appuntamento al solito posto: il cielo piangeva debolmente, le sue stelle erano coperte da manti nebulosi.
S'incontrarono. Lei salì in auto, tremava. Cosa sentiva dentro? Confusione, irritazone, rabbia... amore. Si, perchè in fondo al suo cuore c'era ancora tanto amore, ma le liti, le urla... tutto era prevalso, tutto sembrava aver soffocato quella passione.
Non aveva il coraggio di parlare. Non riusciva a dire... ciò che in fondo non avrebbe ma voluto dire: addio.
Il traffico, le luci abbaglianti delle auto, la pioggia sui finestrini... le sue mani sudate, nonostante il freddo, la voce calda di lui che le parlava, le chiedeva.. e lei che non riusciva a rispondere, lei... che la voce le moriva in gola ancor prima di nascere.
D'istinto sarebbe scappata via da quell'auto, senza voltarsi indietro, senza guardarlo negli occhi. Quegli occhi grandi, neri, in cui mille e mille volte aveva visto il riflesso dell'amore!
Ma non corse via... almeno non subito. Lentamente iniziò il suo lungo e stupido discorso. Con il cuore che le batteva forte, quasi volesse uscirle fuori dal petto, gli stava dicendo: basta!. La mente aveva presa il sopravvento. Il cuore pian piano scompariva dietro quelle parole, dietro quelle lame affilate che tagliavano via, senza pietà, il più bel frutto che un albero possa creare.
Le parole, pian piano, divvennero urla, le urla divennero fuoco, il fuoco bruciò tutto ciò che di bello c'era stato fino a quel momento.
Quella sera, che non era come tutte le altre, non bastarono più le lacrime per spegnere il fuoco e dentro quell'auto rimase solo cenere. Cenere e fumo.
Tornò a casa. Da quel momento sapeva che la sua vita sarebbe cambiata. Che lei sarebbe cambiata. Che il mondo intorno a lei sarebbe cambiato.
Quella sera, sotto le coperte ebbe un'unica vera certezza: sapeva che l'avrebbe amato per sempre. Sapeva che l'aveva perso per sempre.
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