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30 mayo

Vento

Vento
soffi rabbioso al d là dei vetri,
solo nel silenzio della notte
porta via ciò che resta 
di un giorno senza fine.
E cavalco una foglia
che vola lontano
sin dove il impeto vorrà.
E ti odo sussurrare la tua forza,
osservo, oltre la finestra,
la tua furia tra gli alberi
mentre il cielo lentamente
si popola di soffici nuvole bianche.
E ti sento sulla pelle
fresco e brioso
e accarezzi con furia i lunghi capelli.
E resto in tua compagnia
attendendo che il sonno
giunga su di me
spegnendo ogni pensiero...
 
Margherita
29 mayo

Un nuovo mattino

Un timido raggio di sole
fa capolino nella stanza
e un cono di luce bianca
riscalda le lenzuole che morbide
coprono il mio corpo
ancora cullato dai sogni.
Un giorno nuovo rinasce
giungendo con far dolce
e colmo di nuova vita.
Lentamente gli occhi
si schiudono al mattino,
nella mente ancora immagini
di un sogno appena andato.
Sulle labbra s'apre un sorriso
mentre oltre i vetri
un piccolo pettirosso
canta melodioso per un dolce risveglio.
 
Margherita
 
27 mayo

A te Luna...

A te Luna,
che illumini d'argento la mia stanza
in questa notte di primavera,
nel silenzio stellato
confido i miei segreti.
A te Luna,
racconto di quanto dolce fu quello sguardo
quando la mia anima tremò
per quel brivido improvviso
e ricordi e lacrime bagnarono il mio viso.
A te Luna,
parlo del calore delle sue braccia
quando m'avvolsero per proteggermi
da quel dolore che ancora naufragava dentro il mio cuore.
A te Luna,
svelo la dolce sensazione che provai
quando le sue mani scivolarono tra i miei capelli,
quando le sue labbra baciarono il mio viso,
qundo tutto il mondo rstò fuori
e io sretta sola nel suo abbraccio.
 
 
Margherita

Indimenticabile follia

Nel blu del cielo  stellato
d'una notte d'estate
dall'atmosfera misteriosa,
tutto intorno si colorò
d'improvvisa passione.
Il tempo sembrò come fermarsi
scandito lentamente
dall'intreccio di mani
che cercandosi si stringevano,
da carezze rubate alle stelle,
da corpi umidi, caldi
stretti in un abbraccio.
L'ardente fuoco avvolse le membra,
i battiti di due cuori
crearono una sola anima.
E tutto fu magia,
sulle note d'ebano e d'avorio,
nei respiri lasciati sulla pelle,
nell'indimenticabile follia
d'una notte d'amore.
 
 
Margherita
26 mayo

Al di là del vetro di cristallo

 
 
In quell'istante nella sua vita poche certezze erano lì ferme e sabili. Tutto il resto del mondo ruotava intorno a lei e mutava la forma, l'aspetto.
Per molto tempo lei era come immobile e la vita correva davanti come  un  film, lei spettatrice di una realtà non vissuta... ma d'improvviso la campana di cristallo che l'avvolgeva... esplose... e s'accorse che al di là del vetro cristallino un mondo diverso esisteva, i coloi non erano solo quelli dell'arcobaleno, seppur belli che erano. Ma mille colori e tante sfumature potevano dipingere la vita, cambiarla, mutarla, trasformarla e renderla diversa.
Così raccolse un pennello ch gaceva lì per terra da molto tempo ormai. Lo intinse in uno dei tanti vasi di pittura che la circondavano... e iniziò a colorare.
Con grande meraviglia ai suoi occhi... non vi era un solo colore uguale in quella spennellata... ma frizzanti sfumature circondarono la sua essenza... e lei rideva e giocava coi colori... come una bambina che sta per la prima  volta scoprendo il mondo.
Nelle sfumature... apparve chiaro un colore particolare, sembrava magico... un blu scintillante che prevaleva sugli altri, esaltava ogni spennellata, creava tocchi di luce mai visti prima.
Un blu che colpì i suoi occhi, che puntò dritto verso di lei... creando una forma non nitida ma evidentemente affascinante.
Prese quel colore tra le mani... lentamente se lo portò verso il suo corpo... colorando a tratti la sua pelle.
 Osservandosi dinanzi ad uno specchio... notò che quel blu l'affascinava, come se dentro quello scintillìo esistesse una sorta di magia che lei decise di vestire.
Non dimenticava che intorno c'erano tante e tante sfumature, nondimenticava di quel vetro cristallino rotto un po' a fatica e del timore di trovardi in un mondo a lei sconosciuto.
Ma ora quel blu c'era. e leivoleva viverselo finchè poteva spennelare e trovarvi la sua essenza!
18 mayo

Notte di Primavera

Il cielo ero stellato. La luna colorava d'argento quella strana notte di primavera, dal mare il profumo frizzante e brioso avvolgeva un abbaccio rubato al tempo.
Il suo sguardo si perse  tra le onde del mare, nella bianca schiuma che fugace accarezzava la spiaggia. Si perse in quell'abbraccio assaporandone l'essenza.... respirando quell'istante come se fosse l'ultimo.
Il cuore le batteva forte, le mani tremavano, le braccia stringevano. Poi ricordi assalirono la mente... un nome, uno sguardo, un sorriso... e un momento così diverso e mai vissuto. Cos'erano quei ricordi che bussavano alle porte del cuore? Cos'erano quelle immagini che veloci le scorrevano davanti come un film?
Rimpianti o rimorsi... un passato che torna... malinconico o semplicemente passato?
Di certo, pensò, il passato è dentro il nostro presente, qualsiasi cosa e chiunque siamo stati ieri... oggi è dentro di noi come parte di un bagaglio che portiamo sempre dietro, tralasciando forse qualche particolere, ma l'essenza è lì,resta ed è indelebile.
Allora cosa la teneva lì ferma e con la paura, a volte, di lanciarsi in quel buio oltre il quale, chissà cosa c'era e che luce c'era!
Avrebbe voluto chiudere gli occhi e fidarsi di quell'istinto che la faceva volare...e dentro provava serenità... ma cos'erano quelle sensazioni di libertà e di voglia di vivere?
Le sue domande erano sempre le stesse, le sue risposte sempre assenti... il tempo sempre presente.
Affidarsi al tempo che passa, godendosi ogni istante e vivendo in pienezza gni momento di vita?
Ecco,quella sera c'era riuscita.... ma domani tutto poteva essere diverso... e  tutto poteva non essere più. In fondo era pronta... sapeva che sarebbe successo ed era lì così: a godersi quegli attimi, irripetibili e forse ultimi.
E mentre la sua anima volava e planava sul mare... la radio passava una  canzone:
 
 
 
Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla TV.
E verso l'interno,
qualche nuvola dal cielo che si butta giù.
Sabbia bagnata,
una lettera che il vento sta portando via,
punti invisibili rincorsi dai cani,
stanche parabole di vecchi gabbiani.
E io che rimango qui solo a cercare un caffè.

Il mare d'inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
E' poco moderno,
è qualcosa che nessuno mai desidera.
Alberghi chiusi,
manifesti già sbiaditi di pubblicità,
Macchine tracciano solchi su strade
dove la pioggia d'estate non cade.
E io che non riesco nemmeno a parlare con me.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me.

Passerà il freddo
e la spiaggia lentamente si colorerà.
La radio e i giornali
e una musica banale si diffonderà.
Nuove avventure,
discoteche illuminate piene di bugie.
Ma verso sera, uno strano concerto
e un ombrellone che rimane aperto.
Mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già.

Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me,
questo vento agita anche me
 
23 abril

..

Se a volte le scelte fossero comprensibili, allora non ci sarebbero più dubbi e chi ti sta accanto capirebbe realmente ciò cosa hai dentro.
Ma non è così.
Tu sei lì che cerchi la soluzione per uscire dal tunnel, un tunnel nero dove non si vede l'uscita, e hai bisogno di spazio perchè ti senti soffocare, cerchi di farti luce, in qualche modo... un modo devi trovarlo, ma no!  Non c'è luce, non c'è uscita!
Così cammini, continui a camminare, a guardarti intorno.
Cammini e cerchi un raggio di luce... eccolo, forse l'hai trovato... no! Ti sei avvicinata a quel raggio, ma no! Ti sbagliavi, non è quello che cercavi. Si, un raggio è un punto d'inizio, ma non ti basta. Dopo tanto buio, non sarà un unico e solo raggio a farti di nuovo assaporare il gusto della luce!
E allora... continui il tuo cammino...
19 abril

la Forza della Vita

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Vivevo nel mondo
e mi sentivo viva,
per pochi ero io, quella di sempre
per tanti ero io e di passaggio,
per lui ero invincbile,
per me ero come il mare
in una notte di luna piena
circondata  da un manto blu
con fili dorati.

Bastavano le stelle nel cielo
o anche una goccia d'acqua
improvvisa e piovuta dal cielo,
a rendermi felice.
Bastava un raggio caldo di sole,
o la nebbia del mattino
perchè intorno a me splendesse
il sereno.
Vivevo e ridevo al mondo intorno a me.
Ma una notte d'estate,
calda e torbida,
il mondo intorno a me cambiò.
Ogni prospettva perse la sua angolazione,
ogni progetto divenne polvere,
il sole si spense nel buio della notte.
Il cuore, muscolo vivo,
iniziò a battere senza una ragione.
Gli occhi, lucidi, guardavano avanti
senza un punto da osservare.
Il futuro si colorò di pece,
e il presente era assente.
Ma c'era qualcosa che dentro
batteva ancora forte,
qualcosa nascosto,
invisibile agli occhi,
invisibile alla mente.
Non avevo ben capito cosa fosse,
ma sentivo che era lì e trascinava
impertinente la mia vita,
senza indugio, senza fermarsi.
Piano piano si stava scoprendo,
io la stavo sbirciando e quasi afferrarla.
E sarei riuscita ad afferrare: la Forza della Vita.
 
 
15 abril

Vita

Ti  sento sgorgare alla foce,
lascio che i pedi si bagnino
della tua fresca essenza,
e cammino lentamente
per sentirti arrivare su di me,
fino ad avvolgere le mie membra
con un dolce brivido.
Tu, che della natura sei la potenza,
tu che della tua trasparenza
fai puro ciò che sfiori,
elemento essenziale per la vita,
fonte di energia, viva e forte.
Goccia dopo goccia
 modelli una roccia,
e scorri e vai, lontanto fino
a liberarti nell'oceano,
fino a fare l'amore
con la natura intorno a te...
14 abril

Immobile

Non le capitava molto spesso riuscire a rilassarsi, così quando le capitaval'ccasione, si godeva quel momento con tutta sè stessa.
Si rilassava così: alla guida della sua auto quando la luna era lassù, alta nel cielo, a tenerle compagnia durante il suo, seppur breve, percorso verso casa..
Amava guardare le strade buie illuminate dai fari delle auto che velocemete allontanandosi, tascinavano con sè i coni di luce bianca. La solita radio a tenerla compagnia, il silenzioaccompagnato dal fruscio lasciato dal vento che spifferava  dal finestrino, la luna bianca e maestosa nel cielo, e lei: sola, traquilla, rilassata, come non mai.
Aveva scoperto per caso quel piccolo e breve istante incui riusciva a ritrovare sè stessa e dentro sentiva il cuore sussultarre di gioia.
Le mani sul volante, lo sguardo vigile ma la mente trasognante. Lì in quell'auto c'era lei, lei senza il tempo, lei senza memoria, lei senza il mondo intorno a frastornarla di ricordi. Lei, come prima... come quando riusciva a sognre senza paura del domani.
Quel momento lo sentiva solo suo, intimo come un bel tatuaggio indelebile, nascosto in un angolo di pelle e di cui andarne fieramente gelosa.
Nessuno poteva rientrare in quello spazio... quasi facesse l'amore con quell'istante tanto prezioso e desiderato. Si sentiva viva, viva e serena, appagata da quel senso di strana libertà che respirava a pienipolmoni.
Sentiva che la notte le era compagna. E con la notte raggingeva quella simbiosi perfetta  e inviolabile.
Le auto le sfrecciavano di fianco, luci di fari, ora più forti ora più deboli, si alternavano alle sue spalle per darle fretta... ma lei non aveva fretta... perchè interrompere quell'orgasmo di vita... e smettere di godere della sua leggerezza. Stava vivendo mentre ascoltava il suo io più inconscio. Non aveva cura di ciò che intorno a lei accadesse. Osserava con un sorriso soddisfatto le altre passarle di fianco. Un sorriso accompagnava quel veloce e turbolento passare. Buon viaggio a voi. Io mi godo quest'istante, mentre la radio passava la anzone del momento:
 
 
 Sta per grandinare
ed io non so tremare... più
stamattina cercavo qualcosa di te
e volavo lontano... immobile

Guarda quante case
sono tutte storie... d'aggiungere
nella gente speravo i ricordi di te
e mi facevo cullare... immobile

Lasciami sognare
lasciami dimenticare
lasciami... ricominciare a camminare
a passi... più decisi
e fammi immaginare
quanto ancora c'ho da fare
forse crescere e invecchiare
quanto ancora ho d'amare
quanto ancora ho d'amare

Oggi è già Natale mm mm
Tutto è un carnevale... di polvere
Nei negozi compravo regali per te
E a pensarci mi gelo... immobile

Lasciami sognare
Lasciami dimenticare
Lasciami... ricominciare a camminare
a passi... più decisi
Fammi immaginare
quanto ancora ho da fare
Forse crescere e invecchiare
Quanto ancora ho d'amare
Quanto ancora ho d'amare

. . . . . .

Fammi immaginare
quanto ancora ho da fare
Forse crescere e invecchiare
Quanto ancora ho d'amare
Quanto ancora ho d'amare

Quanto ancora ho d'amare


05 abril

Sola

Sola 
perchè fuori il mondo
va veloce e resto ferma
a guradare la notte che corre
nel buoio, lungo la scia del slenzio.
Penso a quando eravamo noi,
sembra tutto così lontanto,
la felicità di averti accanto,
la serenità dentro di me
di sentirti vicino.
Ma il vento arriva spazzando via
ogni cosa.
Sola
resto sola con la mia solitudine
che non comprendi , che non vivi.
Sola,
quando nella notte  il letto
diveta troppo grande
e la stanzagira intorno
con i suoi ricordi che non vanno via!
Cambare tutto
cambiare casa, cambiare vita...
ma a csa servono?
Allora provi a viaggiare, ma tutto
resta uguale ...
E sola
con la testa sul cuscino
e una lacrima a tenermi compagnia
un altro giorno andrà via!
 
Margherita
 

Il Rumore dei Ricordi

Tutto intorno è silenzio,
in questa notte di marzo
il mondo dorme, 
mentre il vento pian piano
sussurra con voce calda
la sua inquietudine.
L'anima passaggia
sulla riva dei ricordi
che nitidi e freschi s'infrangono
come onde sugli scogli.
Uno ad uno sono lì,
pronti a gridare la loro essenza,
forte, dal gusto agrodolce, che il
cuore prova a cacciar via, ma
impertinenti si cullano nella
mente quando intorno tutto tace.
E tace il vento
E tace la notte
E tace l'onda di mare
E tutto tace
e il cuore batte forte
e ricordi fanno rumore. 

 

Margherita


 

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27 marzo

E' mattino.

E' mattino.
Attendo l'alba che dolcemente
dalla finestra fa capolino.
I primi raggi del sole
si posano su me lievemente
e mi lascio accarezzare dal calore,
fresco e impertinente
del signore del mattino.
Gli occhi socchiusi,
gustano la bianca luce che piano piano
illumina la stanza.
I pensieri dormono ancora
in ricordo di un dolce sogno
appena terminato.
Respiro lentamente assaporando
la fresca aria di primavera.
Ascolto il melodioso cinguettio
di passerotti che volano intorno
alle verdi foglie di magnolia.
E' mattino.
Un nuovo giorno di vita
ricomincia.
Il sole alto nel cielo
risplende fiero e maestoso.
E' mattino. E' Vita.
 
Margherita
 

Vvere

Erano ormai le 7 di sera.
La giornata era trascorsa... tra una cosa e l'altra, un po' più lenta del solito. Alla fine di quella giornata aveva una sola certezza: c'era poco da fidarsi delle persone che la circondavano. Guardava quel cellulare che di squillare nemmeno se lo sognava e quel silenzio sembrava davvero assordante.
La radio passava una canzone che parlava di gioia e dolore, i due estremi della vita e soprattutto i due estremi dell'amore. Così si fermò a pensare a quella strana essenza della vita: l'Amore.
Ma cos'era l'Amore? Forse il cantante aveva proprio ragione: è gioia... ma anche dolore. E l'amore doveva essere preso così, con i suoi momenti di gioia e quei terribili momenti di dolore. Ma forse lei adesso... non voleva quel dolore, lo rifiutava, lo allontanava, lo sfuggiva. E così che si era ritrovata sola in quella stanza, dove tutto sembrava ancora sussuralre di quell'amore che lei si stava lasciando scappare via per un dolore che non riusciva a cancellare.
era lì, ferma e immobile, un po' tremava, forse era il freddo o forse no. Forse era solo consapevolezza di un giorno che stava finendo, un altro giorno in cui lei non riusciva a chiudere i conti col passato che era ancora così presente.
Intanto l'oroscopo la esortava a non lasciare nulla a metà, di andare fino in fondo alle cose... e forse aveva proprio ragione. Doveva iniziare a vivere quella sua strana vita in modo completo, al 100%.
Le sembrava quasi impossibile, ma sapeva che era l'unica cosa giusta da fare per rendere migliore la sua vita. In fondo la vita è una e bisogna viverla bene.
E così chiuse gli occhi, ascoltando ancora un po' la sua radio... e prendere spunto dai suoi sogni per avere la forza di reagire e non lasciarsi andare.
E ancora quel monito: la vita è una vivila bene!
22 marzo

Aspettando Primavera

Perchè questa notte cali serena
vieni Primavera, entra tu in  scena
coi tuoi dolci profumi di mandorli e magnolie,
fammi sentire che fresca e pulita
ritorni per rallegrar la mia vita.
 
Ti attendo trepidante
col cuore aperto in ogni istante
per godere della tua freschezza
che spazza via ogni amarezza!
 
Sono qui
le mie braccia aperte all'aria
per accoglierti in tutta la tua pienezza
e colmare il mio vuoto con il Tuo profumo
più inebriante.
Ti cerco. 
Ti aspetto.
Ti voglio.
 
Margherita