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18 noviembre tasselli indecifrabili di un puzzleEra sempre più confusa, il mondo continuava a girare, i giorni velocemente scorrevano impertinenti e impenetrabili nella loro irrazionalità addomesticata.
Si poneva ogni giorno mille domande, a molte delle quali non esistevnao risposte... solo altre domande.
Ma cosa ci faceva ancora lì? In quella situazione strana, diversa eppure così rumorosa nei suoi silenzi che la stordiva... perdendo i sensi.
Così si trovava lì, ancora lì, ancora tra la gente... tra quella gente che sentiva ma non ascoltava, che vedeva come una massa nebulosa indistinta che si muove e avanza fino a quasi soffocarla.
Sentiva voci, risate, canti e urla.... si guardava intorno, ma non capiva.
Dentro, dentro dì sè era tutto confuso e i mille tasselli di un puzzle sparpagliati nella pancia, nello stomaco... e nel buio di una notte insonne che si preparava a vivere ancora una volta...
Cosa c'era dentro di lei che ancora non andava?
Tutto.
Instabilità, illusione, confusione, irrazionalità, paura e voglia irrefrenabile di esplodere.
E poi c'era lei: l'irrefrenabile voglia di pianto che si posava nella gola e rimaneva lì come un nodo che le stringeva forte fino a soffocarla e il cuore le doleva come mai immaginava ancora potesse accadere.
Avrebbe voluto prendere in mano quella vita... se fosse stata un foglio, semplicemente un foglio, l'avrebbe stracciato fino a farne diventare pioggia di polvere indecifrabile; avrebbe scritto su una nuova pagina che lei era ancora viva, che lei ancora aveva voglia di viverla, quella sua maledetta vita.
Insoddisfazione. Ecco cosa provava.
Profonda insoddisfazione che piano come un virus lacerava il suo corpo, la sua mente, la sua anima.
I segni della ferita ancora se li portava addosso... dopo mesi ancora era lì che osservava quel tatuaggio nero come la pece; macchia scura sul suo corpo e dentro al cuore.
Aveva già provato a cambiare vita, a voltare pagina.
Ma il tutto risuonò come un tuono ridondante colmo di disperazione.
E temeva ciò che mai avrebbe immaginato: avere rimpianti.
Ciò che non voleva che accadesse, stava bussando alle porte del suo cuore... rimpiangeva tutto... soprattutto ciò che non era riuscita a conquistare: sè stessa.
Ora non era tardi... eppure sentiva che le forze per reagire se n'erano andate via insieme a tutto ciò che aveva deciso di lasciarsi alle spalle.
E ora la sua vita, non era vita: nell'attesa di qualcosa di inesistente, come l'more di un uomo che amava a senso unico; come la soddisfazione in quanto donna d'essere madre; e la concretezza di una realtà in quanto era quella che doveva vivere.
E così ancora i giorni trascorrevano, tra le calde lenzuola lasciate in fretta al mattino, alle gomme delle ruote sull'asfalto, al sole che ogni giorno sorgeva e ogni giorno tramontava segnando la fine di un altro inutile giorno.
E ora la notte incombeva su di lei. Il silenzio si stava facendo spazio intorno a lei... lei che nel suo silenzio si trovava bene ma che nessuno comprendeva, o nessuno voleva comprendere.
E lei era sempre più convinta che da lì, presto o tardi sarebbe scappata... 17 julio ho sognato.....Ho ascoltato nel silenzio della sera
la tua voce sussurrarmi all'orecchio,
ho immaginato un mondo di colori,
dove il sole riscaldava i nostri cuori
e la luna innamorava i nostri sensi.
Ho sognato un cielo stellato
sopra un mare in burrasca,
e in ogni granello di sabbia
un desiderio d'amore da esprimere.
Ho vissuto nella fantasia
un giorno pieno di magia
ed ho atteso la notte stretta
tra nel calore delle tue braccia,
ed è giunto un nuovo mattino
e allora ti ho sentito vicino.
Accarezzata da questo sogno,
ho cercato il tuo sgurado
nello scatto di un ricordo.
Margherita
07 julio meta irrangiungibileA volte succede che di tornare a casa proprio non ne hai voglia. Non hai voglia di chiuderti dietro quella porta, non hai voglia di vedere quei colori che sembrano ormai sbiaditi ma mai come i ricordi che ti porti dentro.
A volte succede metti in moto l'auto e vai, non sai dove arriverai, non sai cosa farai o chi incontrearai e se incontrerai qualcuno. Ma sei lì che guidi, guidi, mentre la musica la vuoi alta, tanto alta fino a coprire i pensieri che affollano la mente, fino a soffocarli nelle note e nelle parole che urlano dalle casse.
E poi, e poi spii dal finestrino l cielo limpido, blu della sera e la luna bianca dorata, piena e fiera e solitaria. Le parli. Sai che può ascoltarti... ruba le tue parole che diventano polvere al vento.
Incantevole sensazione di leggerezza mentre sfrecci sull'asfalto, il rombo del motore che risuona fin dentro il tuo corpo.
E il vento caldo che entra dal finestrino schiuso e agita i tuoi capelli sul viso, sulle spalle e accarezzano la pelle e li senti e immagini e la fantasia corre, corre come la tua auto e il piede sull'acceleratore spinge e i sogni diventano concreti davanti ai tuoi occhi e vedi, osservi, ascolti. E sei lì che il vento diventa mani che sfiorano tuoi riccioli, che accarezzano il viso, che scendono lentamente sul tuo corpo sfiorando la tua anima.
Davanti ai tuoi occhi diventa chiara la meta da raggiungere e il cuore inizia a guidare... ma spine acute spingono, entrano dentro fino a sanguinare. Si fa spazio la ragione dagli spigoi pungenti.
Freni.
Resti in silenzio senza ricordi, senza pensieri, senza meta.
Osservi i tuoi occhi nello specchietto. Ridi di quegli sciocchi pensieri che avevano assalito la tua mente. Nulla aveva senso.
Irrazionale e un po' bambina come sempre... irrequieta e sognatrice, romantica e sciocca!
E con un po' d'amaro sulle labbra, torni a casa.
E tutto come non vorresti è lì che ti attende...
TRACCE DI TETracce di te,
nel mio piccolo mondo verde pastello
negli scatti di un passato che vivono in me
nel caos dei pensieri che si affollano nella mente
nella calma quiete della vita che passa.
Tracce di te
qui su di me,
sulla pelle riscaldata dal tuo corpo,
tra le mani che stringono le tue.
Tracce di te
nei lenti respiri che accompagnano
un soffio di vita,
nei battiti di un cuore
che si nasconde dentro un guscio di pietra.
Tracce di te
nei contorni sbiaditi di un sogno,
nei sorrisi complici
negli occhi che parlano con uno sguardo...
Tracce di te...
dentro ogni brivido
dentro un'emozione
dentro di me
Margherita 12 junio Un Volo senza AliAffacciata alla finestra, col naso all'insù...
volta verso l'immensità stellata...
i ricordi affiorano alla mente e ritorno
su quella spiaggia... a piadi nudi, ove lasciammo
alle nostre spalle piccole e grandi impronte
dei lenti passi verso la riva.
Al di là dell'orizzonte... i sogni nuotavano
verso mete indefinite...
e noi lì... sulla sabbia fresca e asciutta
lasciando che il vento accarezzasse i nostri corpi.
E mentre il sole si nascondeva oltre il mare,
un brivido percorse la schiena
e dolce la sensazione al sentir sulla mia
pelle il tuo caldo respiro.
Forti le tue braccia che strinsero il mio corpo
fino a sentire dentro di me il battito
accelerato del tuo cuore,
calde le tue mani che strinero le mie,
morbide le tue labbra poggiate su di me,
infinito l'abbraccio che legò le notre anime...
L'audace e inebriante profumo del mare
l'armonioso suono delle onde infrante alla riva
fecero da cornice al fugace e indimenticabile istante
quando i nostri sguardi s'incrociarono
per volare insieme dentro ad un sogno.
E ritorno qui,
affacciata alla finestra
con il fresco azzurro del cielo che annuncia
silenzioso l'arrivo del sole.
Non un sogno, non la fantasia....
ma dentro di me reminiscenze di un volo senza ali.
Margherita 30 mayo Anima insonneCorrono lente
le lancette del tempo
quando nel buio della notte,
mentre il mondo è lì fuori che dorme
gli occhi restano svegli
fissando nell'oscurità
un punto infinito.
Non s'odono rumori,
le luci sono spente,
la città vive nel tranquillo silenzio...
Tutto tace...
e un soffio di vento
tien compagnia
un'anima insonne.
Tre rintocchi di campana
ricondonducono alla realtà,
le candide lenzuola
dall'impronta definita
giacciono in attesa
e su un foglio bianco
si colora di parole
che metttono a nudo
un'anima insonne...
Margherita VentoVento
soffi rabbioso al d là dei vetri,
solo nel silenzio della notte
porta via ciò che resta
di un giorno senza fine.
E cavalco una foglia
che vola lontano
sin dove il impeto vorrà.
E ti odo sussurrare la tua forza,
osservo, oltre la finestra,
la tua furia tra gli alberi
mentre il cielo lentamente
si popola di soffici nuvole bianche.
E ti sento sulla pelle
fresco e brioso
e accarezzi con furia i lunghi capelli.
E resto in tua compagnia
attendendo che il sonno
giunga su di me
spegnendo ogni pensiero...
Margherita 29 mayo Un nuovo mattinoUn timido raggio di sole
fa capolino nella stanza
e un cono di luce bianca
riscalda le lenzuole che morbide
coprono il mio corpo
ancora cullato dai sogni.
Un giorno nuovo rinasce
giungendo con far dolce
e colmo di nuova vita.
Lentamente gli occhi
si schiudono al mattino,
nella mente ancora immagini
di un sogno appena andato.
Sulle labbra s'apre un sorriso
mentre oltre i vetri
un piccolo pettirosso
canta melodioso per un dolce risveglio.
Margherita
27 mayo A te Luna...A te Luna,
che illumini d'argento la mia stanza
in questa notte di primavera,
nel silenzio stellato
confido i miei segreti.
A te Luna,
racconto di quanto dolce fu quello sguardo
quando la mia anima tremò
per quel brivido improvviso
e ricordi e lacrime bagnarono il mio viso.
A te Luna,
parlo del calore delle sue braccia
quando m'avvolsero per proteggermi
da quel dolore che ancora naufragava dentro il mio cuore.
A te Luna,
svelo la dolce sensazione che provai
quando le sue mani scivolarono tra i miei capelli,
quando le sue labbra baciarono il mio viso,
qundo tutto il mondo rstò fuori
e io sretta sola nel suo abbraccio.
Margherita Indimenticabile folliaNel blu del cielo stellato
d'una notte d'estate
dall'atmosfera misteriosa,
tutto intorno si colorò
d'improvvisa passione.
Il tempo sembrò come fermarsi
scandito lentamente
dall'intreccio di mani
che cercandosi si stringevano,
da carezze rubate alle stelle,
da corpi umidi, caldi
stretti in un abbraccio.
L'ardente fuoco avvolse le membra,
i battiti di due cuori
crearono una sola anima.
E tutto fu magia,
sulle note d'ebano e d'avorio,
nei respiri lasciati sulla pelle,
nell'indimenticabile follia
d'una notte d'amore.
Margherita 26 mayo Al di là del vetro di cristalloIn quell'istante nella sua vita poche certezze erano lì ferme e sabili. Tutto il resto del mondo ruotava intorno a lei e mutava la forma, l'aspetto.
Per molto tempo lei era come immobile e la vita correva davanti come un film, lei spettatrice di una realtà non vissuta... ma d'improvviso la campana di cristallo che l'avvolgeva... esplose... e s'accorse che al di là del vetro cristallino un mondo diverso esisteva, i coloi non erano solo quelli dell'arcobaleno, seppur belli che erano. Ma mille colori e tante sfumature potevano dipingere la vita, cambiarla, mutarla, trasformarla e renderla diversa.
Così raccolse un pennello ch gaceva lì per terra da molto tempo ormai. Lo intinse in uno dei tanti vasi di pittura che la circondavano... e iniziò a colorare.
Con grande meraviglia ai suoi occhi... non vi era un solo colore uguale in quella spennellata... ma frizzanti sfumature circondarono la sua essenza... e lei rideva e giocava coi colori... come una bambina che sta per la prima volta scoprendo il mondo.
Nelle sfumature... apparve chiaro un colore particolare, sembrava magico... un blu scintillante che prevaleva sugli altri, esaltava ogni spennellata, creava tocchi di luce mai visti prima.
Un blu che colpì i suoi occhi, che puntò dritto verso di lei... creando una forma non nitida ma evidentemente affascinante.
Prese quel colore tra le mani... lentamente se lo portò verso il suo corpo... colorando a tratti la sua pelle.
Osservandosi dinanzi ad uno specchio... notò che quel blu l'affascinava, come se dentro quello scintillìo esistesse una sorta di magia che lei decise di vestire.
Non dimenticava che intorno c'erano tante e tante sfumature, nondimenticava di quel vetro cristallino rotto un po' a fatica e del timore di trovardi in un mondo a lei sconosciuto.
Ma ora quel blu c'era. e leivoleva viverselo finchè poteva spennelare e trovarvi la sua essenza! 18 mayo Notte di PrimaveraIl cielo ero stellato. La luna colorava d'argento quella strana notte di primavera, dal mare il profumo frizzante e brioso avvolgeva un abbaccio rubato al tempo.
Il suo sguardo si perse tra le onde del mare, nella bianca schiuma che fugace accarezzava la spiaggia. Si perse in quell'abbraccio assaporandone l'essenza.... respirando quell'istante come se fosse l'ultimo.
Il cuore le batteva forte, le mani tremavano, le braccia stringevano. Poi ricordi assalirono la mente... un nome, uno sguardo, un sorriso... e un momento così diverso e mai vissuto. Cos'erano quei ricordi che bussavano alle porte del cuore? Cos'erano quelle immagini che veloci le scorrevano davanti come un film?
Rimpianti o rimorsi... un passato che torna... malinconico o semplicemente passato?
Di certo, pensò, il passato è dentro il nostro presente, qualsiasi cosa e chiunque siamo stati ieri... oggi è dentro di noi come parte di un bagaglio che portiamo sempre dietro, tralasciando forse qualche particolere, ma l'essenza è lì,resta ed è indelebile.
Allora cosa la teneva lì ferma e con la paura, a volte, di lanciarsi in quel buio oltre il quale, chissà cosa c'era e che luce c'era!
Avrebbe voluto chiudere gli occhi e fidarsi di quell'istinto che la faceva volare...e dentro provava serenità... ma cos'erano quelle sensazioni di libertà e di voglia di vivere?
Le sue domande erano sempre le stesse, le sue risposte sempre assenti... il tempo sempre presente.
Affidarsi al tempo che passa, godendosi ogni istante e vivendo in pienezza gni momento di vita?
Ecco,quella sera c'era riuscita.... ma domani tutto poteva essere diverso... e tutto poteva non essere più. In fondo era pronta... sapeva che sarebbe successo ed era lì così: a godersi quegli attimi, irripetibili e forse ultimi.
E mentre la sua anima volava e planava sul mare... la radio passava una canzone:
Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla TV. E verso l'interno, qualche nuvola dal cielo che si butta giù. Sabbia bagnata, una lettera che il vento sta portando via, punti invisibili rincorsi dai cani, stanche parabole di vecchi gabbiani. E io che rimango qui solo a cercare un caffè. Il mare d'inverno è un concetto che il pensiero non considera. E' poco moderno, è qualcosa che nessuno mai desidera. Alberghi chiusi, manifesti già sbiaditi di pubblicità, Macchine tracciano solchi su strade dove la pioggia d'estate non cade. E io che non riesco nemmeno a parlare con me. Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via. Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia. Mare mare, non ti posso guardare così perché questo vento agita anche me, questo vento agita anche me. Passerà il freddo e la spiaggia lentamente si colorerà. La radio e i giornali e una musica banale si diffonderà. Nuove avventure, discoteche illuminate piene di bugie. Ma verso sera, uno strano concerto e un ombrellone che rimane aperto. Mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già. Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via. Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia. Mare mare, non ti posso guardare così perché questo vento agita anche me, questo vento agita anche me 23 abril ..Se a volte le scelte fossero comprensibili, allora non ci sarebbero più dubbi e chi ti sta accanto capirebbe realmente ciò cosa hai dentro.
Ma non è così.
Tu sei lì che cerchi la soluzione per uscire dal tunnel, un tunnel nero dove non si vede l'uscita, e hai bisogno di spazio perchè ti senti soffocare, cerchi di farti luce, in qualche modo... un modo devi trovarlo, ma no! Non c'è luce, non c'è uscita!
Così cammini, continui a camminare, a guardarti intorno.
Cammini e cerchi un raggio di luce... eccolo, forse l'hai trovato... no! Ti sei avvicinata a quel raggio, ma no! Ti sbagliavi, non è quello che cercavi. Si, un raggio è un punto d'inizio, ma non ti basta. Dopo tanto buio, non sarà un unico e solo raggio a farti di nuovo assaporare il gusto della luce!
E allora... continui il tuo cammino... 19 abril la Forza della VitaVivevo nel mondo Bastavano le stelle nel cielo
o anche una goccia d'acqua
improvvisa e piovuta dal cielo,
a rendermi felice.
Bastava un raggio caldo di sole,
o la nebbia del mattino
perchè intorno a me splendesse
il sereno.
Vivevo e ridevo al mondo intorno a me.
Ma una notte d'estate,
calda e torbida,
il mondo intorno a me cambiò.
Ogni prospettva perse la sua angolazione,
ogni progetto divenne polvere,
il sole si spense nel buio della notte.
Il cuore, muscolo vivo,
iniziò a battere senza una ragione.
Gli occhi, lucidi, guardavano avanti
senza un punto da osservare.
Il futuro si colorò di pece,
e il presente era assente.
Ma c'era qualcosa che dentro
batteva ancora forte,
qualcosa nascosto,
invisibile agli occhi,
invisibile alla mente.
Non avevo ben capito cosa fosse,
ma sentivo che era lì e trascinava
impertinente la mia vita,
senza indugio, senza fermarsi.
Piano piano si stava scoprendo,
io la stavo sbirciando e quasi afferrarla.
E sarei riuscita ad afferrare: la Forza della Vita.
15 abril VitaTi sento sgorgare alla foce,
lascio che i pedi si bagnino
della tua fresca essenza,
e cammino lentamente
per sentirti arrivare su di me,
fino ad avvolgere le mie membra
con un dolce brivido.
Tu, che della natura sei la potenza,
tu che della tua trasparenza
fai puro ciò che sfiori,
elemento essenziale per la vita,
fonte di energia, viva e forte.
Goccia dopo goccia
modelli una roccia,
e scorri e vai, lontanto fino
a liberarti nell'oceano,
fino a fare l'amore
con la natura intorno a te... 14 abril Immobile
Sta per grandinare
ed io non so tremare... più stamattina cercavo qualcosa di te e volavo lontano... immobile Guarda quante case sono tutte storie... d'aggiungere nella gente speravo i ricordi di te e mi facevo cullare... immobile Lasciami sognare lasciami dimenticare lasciami... ricominciare a camminare a passi... più decisi e fammi immaginare quanto ancora c'ho da fare forse crescere e invecchiare quanto ancora ho d'amare quanto ancora ho d'amare Oggi è già Natale mm mm Tutto è un carnevale... di polvere Nei negozi compravo regali per te E a pensarci mi gelo... immobile Lasciami sognare Lasciami dimenticare Lasciami... ricominciare a camminare a passi... più decisi Fammi immaginare quanto ancora ho da fare Forse crescere e invecchiare Quanto ancora ho d'amare Quanto ancora ho d'amare . . . . . . Fammi immaginare quanto ancora ho da fare Forse crescere e invecchiare Quanto ancora ho d'amare Quanto ancora ho d'amare Quanto ancora ho d'amare 05 abril SolaSola
perchè fuori il mondo
va veloce e resto ferma
a guradare la notte che corre
nel buoio, lungo la scia del slenzio.
Penso a quando eravamo noi,
sembra tutto così lontanto,
la felicità di averti accanto,
la serenità dentro di me
di sentirti vicino.
Ma il vento arriva spazzando via
ogni cosa.
Sola
resto sola con la mia solitudine
che non comprendi , che non vivi.
Sola,
quando nella notte il letto
diveta troppo grande
e la stanzagira intorno
con i suoi ricordi che non vanno via!
Cambare tutto
cambiare casa, cambiare vita...
ma a csa servono?
Allora provi a viaggiare, ma tutto
resta uguale ...
E sola
con la testa sul cuscino
e una lacrima a tenermi compagnia
un altro giorno andrà via!
Margherita
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